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Studio31 ottobre 2026

Un’impresa di pulizia su 28 è fallita nel 2025: il doppio della media

Clino ha analizzato tutti i 39 275 fallimenti di società anonime e Sagl pubblicati nel Foglio ufficiale svizzero di commercio da gennaio 2022 e li ha confrontati con le 544 875 società attive nel registro di commercio. Le imprese con pulizia nella ragione sociale falliscono quasi due volte più spesso della media. Nel primo anno della legge contro i fallimenti abusivi il loro numero è salito del 72 %. Tre procedure su quattro vengono sospese per mancanza di attivi: in cassa non c’è più nulla.

Dati (CSV)

Sintesi

Chi non assume direttamente la collaboratrice domestica incarica un’impresa di pulizia. Quanto spesso queste imprese scompaiono? L’Ufficio federale di statistica pubblica le chiusure solo per l’intera divisione «Attività di servizi per edifici e paesaggio», e i fallimenti per niente per settore. Clino ha quindi analizzato con la stessa regola le pubblicazioni di fallimento del Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC) e le società attive nel registro di commercio (Zefix): è un’impresa di pulizia una SA o Sagl la cui ragione sociale contiene pulizia, Reinigung, Clean o Nettoyage. Sono 2 275 società attive; per il 91 % di esse anche lo scopo iscritto nel registro cita la pulizia.

Risultato: da gennaio 2022 a ottobre 2026 sono fallite in media ogni anno 27,1 imprese di pulizia su 1 000, contro 14,9 per tutte le imprese. Nel 2025 erano 35,6, una su 28. La pulizia non è il settore peggiore: edilizia, traslochi, ristorazione e pittori stanno più in alto. Ma è nettamente sopra la media, e nel primo anno del nuovo diritto fallimentare i suoi fallimenti sono cresciuti più della media. I tassi si riferiscono alle imprese iscritte nell’ottobre 2026; poiché il settore cresce, il tasso del 2025 è semmai leggermente sottostimato.


2025: la nuova legge e un balzo del 72 %

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la legge federale sulla lotta contro l’abuso del fallimento. Il cambiamento principale: un’impresa iscritta nel registro di commercio che deve imposte o contributi sociali non viene più escussa in via di pignoramento, ma in via di fallimento (art. 43 LEF). Da allora le casse di compensazione AVS e le autorità fiscali possono portare al fallimento un’impresa che non paga.

Per le imprese di pulizia questa data coincide con un balzo. Dal 2022 al 2024 ne fallivano da 47 a 55 all’anno; nel 2025 sono state 81. Negli stessi dieci mesi (dal 1° gennaio al 28 ottobre) il numero è quasi raddoppiato, da 37 a 71, mentre per tutte le imprese è salito del 28 %. Nel 2026 i fallimenti di tutte le imprese continuano a crescere (9 760 a fine ottobre), quelli delle imprese di pulizia sono leggermente calati (63).

Una spiegazione plausibile, che i dati da soli non dimostrano: in un settore in cui quasi tutto il fatturato è salario, i contributi AVS sono il debito più grande verso lo Stato. Dove non sono stati pagati, la nuova regola porta prima al fallimento.

Nel 2025 i fallimenti delle imprese di pulizia sono quasi raddoppiati

Fallimenti ogni 1 000 imprese, dal 1° gennaio al 28 ottobre di ogni anno; SA e Sagl con pulizia nella ragione sociale

Imprese di puliziatutte le SA/Sagl
01020301.1.2025:nuova legge18,510,3202219,310,3202316,310,4202431,213,3202527,717,92026

Fonte: FUSC (pubblicazioni di fallimento), Zefix/LINDAS (imprese attive); analisi Clino · Grafico: Clino

Dati (CSV)

Sopra la media, ma non in testa

La stessa analisi per altri settori, sempre secondo la ragione sociale: le imprese edili falliscono tre volte più spesso della media; ditte di traslochi, ristoranti e pittori più del doppio. La pulizia segue con 27,1 ogni 1 000 all’anno, davanti a trasporti e sicurezza. Holding e società immobiliari falliscono di rado. Ciò che accomuna i settori ad alta intensità di manodopera: poco capitale, margini bassi, molti salari.

Fallimenti ogni 1 000 imprese all’anno, secondo il mestiere nella ragione sociale

SA e Sagl, fallimenti dal 1.1.2022 al 28.10.2026, imprese attive al 29.10.2026

Edilizia46,7Traslochi38,7Ristorazione34,9Pittura, gessatura33,2Pulizia27,1Trasporti, corrieri25,1Sicurezza23,0Informatica11,7Fiduciaria, consulenza11,0Holding, partecipazioni7,8Immobiliare4,8tutte le SA/Sagl: 14,9

Fonte: FUSC (pubblicazioni di fallimento), Zefix/LINDAS (imprese attive); analisi Clino · Grafico: Clino

Dati (CSV)

Imprese giovani: una su sei in fallimento

Delle 85 221 SA e Sagl iscritte nel registro di commercio dal 2019 al 2021, 421 avevano la pulizia nel nome. A fine ottobre 2026 75 di queste 421 imprese di pulizia (17,8 %) avevano una procedura di fallimento, contro il 9,6 % di tutte le nuove imprese. Cancellate o in fallimento: 23,0 % contro 16,3 %.

È un limite inferiore: i fallimenti anteriori a dicembre 2021 non sono più consultabili nel FUSC, e un’impresa che ha cambiato nome prima del fallimento non viene contata.


Tre fallimenti su quattro: non resta nulla

Dei 235 fallimenti di imprese di pulizia dal 2022 al 2025, 181 (77,0 %) sono stati sospesi per mancanza di attivi: il patrimonio non bastava nemmeno per le spese della procedura. È appena più che per tutte le imprese (75,0 %). In questi casi i creditori restano quasi sempre a mani vuote.

Per il personale significa: i salari non pagati li assume l’assicurazione contro la disoccupazione come indennità per insolvenza, ma solo per gli ultimi quattro mesi prima del fallimento e fino al guadagno massimo assicurato (art. 51 a 52 LADI). Gli anni di contribuzione AVS di regola non vanno persi: se è provato che il datore di lavoro ha dedotto i contributi dal salario, il salario viene iscritto nel conto individuale anche se i contributi non sono mai stati versati alla cassa di compensazione (art. 138 OAVS). Le buste paga provano la deduzione; senza prova non c’è iscrizione. La perdita la sopporta allora l’AVS; la cassa può chiamare a rispondere personalmente amministratori e gerenti (art. 52 LAVS). Nessuna statistica pubblica indica quanto perdono le casse di compensazione e l’assicurazione contro la disoccupazione nel settore delle pulizie.


Svizzera tedesca il doppio, Ticino e Romandia poco sopra la media

Nella Svizzera tedesca (con i cantoni bilingui di Berna, Friburgo e Vallese) le imprese di pulizia falliscono due volte più spesso di tutte le imprese (28,9 contro 14,6 ogni 1 000 all’anno); a Ginevra, Vaud, Neuchâtel e Giura solo 1,2 volte (18,9 contro 15,2). In Ticino, con 8 fallimenti in quasi cinque anni, il tasso è di 20,7 contro 17,8: troppo pochi casi per un confronto affidabile. I numeri per regione sono piccoli; la differenza è un indizio, non una prova.

Fallimenti di imprese di pulizia per grande regione, ogni 1 000 imprese all’anno
Grande regioneogni 1 000 all’annotutte SA/SaglFattore
Espace Mittelland (BE, FR, SO, NE, JU)32,612,52,6×
Svizzera centrale (LU, ZG, SZ, OW, NW, UR)32,816,42,0×
Zurigo30,415,71,9×
Svizzera orientale (SG, TG, GR, SH, AR, AI, GL)24,712,62,0×
Svizzera nordoccidentale (BS, BL, AG)23,316,41,4×
Ticino20,717,81,2×
Regione del Lemano (GE, VD, VS)18,615,01,2×

Fallimenti dal 1.1.2022 al 28.10.2026; cantone dell’ufficio dei fallimenti che pubblica. Numeri piccoli: in Ticino (8 fallimenti) l’incertezza statistica va da 6 a 35 ogni 1 000, nella regione del Lemano da 12 a 25, a Zurigo da 24 a 37 (intervallo al 95 %, approssimazione di Poisson).

Dati (CSV)

Risultati sorprendenti

La statistica ufficiale non vede il problema

Secondo la demografia delle imprese dell’UST, la divisione «Attività di servizi per edifici e paesaggio» ha persino un po’ meno chiusure della media: 6,2 % nel 2021 contro 6,5 %. La divisione mescola imprese di pulizia con giardinieri e custodi e conta ogni chiusura, anche quella volontaria di una ditta individuale. L’UST non pubblica i fallimenti per settore.

Un settore che cresce comunque

Il numero di imprese di pulizia generale di edifici è passato da 4 357 (2016) a 5 704 (2024), +31 %, contro +8 % per l’intera economia. Il settore occupa 74 327 persone, il 71 % donne, per 39 980 equivalenti a tempo pieno: la maggior parte lavora a tempo parziale.

Traslochi e pulizie

Molte piccole imprese offrono trasloco e pulizia finale insieme. Le ditte con trasloco nel nome falliscono ancora più spesso delle imprese di pulizia: 38,7 ogni 1 000 all’anno, nel 2025 addirittura 50,1.


Cosa significa per le economie domestiche

Chi incarica un’impresa di pulizia non è datore di lavoro e non risponde dei suoi contributi sociali. Se l’impresa fallisce, la famiglia perde al massimo prestazioni pagate in anticipo; la collaboratrice perde il salario. Prima di firmare conviene uno sguardo al registro di commercio (zefix.ch): da quanto esiste l’impresa, ha cambiato di recente nome, sede o gerente? Le pubblicazioni di fallimento sono pubbliche nel FUSC (fusc.ch).

L’alternativa è assumere direttamente la collaboratrice. La famiglia è allora datore di lavoro, la annuncia all’AVS e vede su ogni busta paga che i contributi sono pagati. Quanto costano le due vie e chi è il datore di lavoro in ciascun caso lo mostra il confronto dei modelli di assunzione.

«Chi incarica un’impresa di pulizia non vede se paga i contributi AVS. Spesso lo si scopre solo al fallimento.»

Fonti

  • Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC), rubriche Fallimenti (KK01 a KK03) e Registro di commercio (HR01, HR03), amtsblattportal.ch (2018–2026)
  • Zefix, dati del registro di commercio su LINDAS (Ufficio federale di giustizia), società attive al 29.10.2026 (2026)
  • UST, Statistica strutturale delle imprese (STATENT), NOGA 812100 (2016–2024)
  • UST, Demografia delle imprese (UDEMO), divisione 81 (2019–2021)
  • Legge federale sulla lotta contro l’abuso del fallimento (FF 2022 702), in vigore dal 1.1.2025; art. 43 LEF (2025)
  • LADI art. 51 a 52 (indennità per insolvenza); OAVS art. 138; LAVS art. 52 (2026)

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